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Ecco gli aumenti per gli ingegneri

Ecco gli aumenti per gli ingegneri

Due le novità previste per il 2013.

La prima riguarda la i contributi soggettivi ed integrativi per gli ingegneri ed architetti iscritti alla cassa previdenziale, INARCASSA. Dall’inizio del 2013 il contributo minimo da versare ad INARCASSA aumenta del 37% rispetto al precedente anno, passando da 1.645,00 euro a 2.250,00 euro del 2012 (più euro 605,00 rispetto al 2012 pari a circa il 37% in più), mentre il contributo soggettivo aumenta dal 13,50 al 14,50% sul reddito imponibile. Aumenta anche il contributo integrativo minimo che passa da 375,00 euro pagati nel 2012 a 660,00 euro, con un incremento di circa il 76 % in più.

Ovviamente la beffa è stata propinata dopo che è stato deliberato l’incremento dell’aliquota del contributo soggettivo. Infatti nella riunione del 2 e 26 marzo 2010 il Comitato Nazionale dei Delegati deliberò la presa d’atto degli aggiornamenti richiesti dai Ministeri Vigilanti in sede di approvazione della riforma, approvata dal Comitato a luglio del 2008. Quindi in quella sede il contributo soggettivo passò dal 13,5% al 14,50% . Successivamente c’è stato l’incremento degli importi del contributo minimo soggettivo ed integrativo, scaturiti dall’approvazione della recente riforma pensionistica di INARCASSA.

La seconda novità riguarda il contributo integrativo del 4 % da applicare, a partire dal 1° gennaio 2013, nei rapporti di collaborazione e su tutti i corrispettivi, anche quelli fatturati a ingegneri, architetti, associazioni o società di professionisti e società di ingegneria. Ciò comporta un ulteriore aggravio di spesa per l’applicazione dell’aliquota IVA del 21 % sul Contributo medesimo.

Ovviamente l’applicazione del nuovo tributo inciderà ulteriormente sull’erosione della scarsa liquidità degli studi professionali poichè sul contributo è applicato l’IVA al 21 %.

In sintesi se su € 1.000,00 fatturati per collaborazione tra professionisti fino al 31 dicembre 2012 passato si pagava solo l’IVA al 21 %, ossia € 210,00, con un totale di € 1.210,00, a partire dal 1° gennaio 2013 l’importo che dovrà essere corrisposto sarà di € 1.258,40, cioè € 48,40 in più di cui € 40,00 quale contributo integrativo da corrispondere ad INARCASSA ed € 8,40 quale IVA su detto contributo.

Al di la delle giustificazioni (labili) su tali aumenti (servono per trovare risorse necessarie a garantire la sostenibilità della pensione per i prossimi 50 anni…), il vero problema del libero professionista è quello della riscossione dei crediti, sia con le pubbliche amministrazioni che con i privati.

Se non si viene pagati, si devono attendere anni prima di avere un minimo di soddisfazione, dopo aver pagato lautamente gli avvocati.

Ma questo è il modo di consentire lo svolgimento della propria professione ad un libero professionista dotato di partita IVA??

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