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Il POS: ennesima farsa contro i professionisti

Il POS: ennesima farsa contro i professionisti

Il sistema politico italiano è il degno erede di quello del regno Sabaudo. Ricordiamo che prima dell’Unità d’Italia avvenuta con l’annessione da parte del Regno di Sardegna degli Stati sovrani nella penisola, il Parlamento dello Stato piemontese non aveva approvato il bilancio statale degli ultimi cinque anni in quanto il Regno era tecnicamente fallito.

Oggi, a poco più di centocinquanta anni da allora, nulla è cambiato e lo Stato italiano è sull’orlo del baratro. Oggi come allora le decisioni per sanare le casse dello Stato vengono prese da funzionari ministeriali che non hanno mai svolto la libera professione, gente che mai si è messa in discussione lavorando in proprio, che non sa cosa significa affrontare i problemi quotidiani e che comunque vadano le cose si ritrova in tasca lo stipendio a fine mese. I guai che combinano questi signori sono sotto gli occhi di tutti.

Alle loro incapacità si sommano quelle dei politici, razza di ignoranti impreparati nel migliore dei casi, o ladri come Fiorito e Lusi.

L’Italia è la nazione dove non si decide, dove si devono accontentare tutti, dove il volemose bene è elevato a rango di scienza esatta, così come quella dei provvedimenti legislativi inutili e dannosi per chi lavora seriamente e non vive alle spalle del prossimo come i nostri politici.

Tutto ciò ci ha portato nella situazione attuale. L’ultimo di una lunga serie di provvedimenti sclerotici è il POS obbligatorio per i professionisti. Dopo aver terrorizzato l’intero corpo dei tecnici (ingegneri, architetti, geometri, geologi, ecc….), accusati più o meno palesemente di essere evasori fiscali, gli scienziati dei ministri del governo Monti hanno deciso che dal primo gennaio 2014 scatta l’obbligo dei professionisti di dotarsi del POS, in quanto se mai un cliente decidesse di pagare può farlo con carta di credito o bancomat (Legge 221/2012).

Oggi, alla vigilia di Natale, c’è stato un piccolo cambiamento del dispositivo legislativo: i professionisti dovranno accettare i pagamenti con bancomat per importi superiori a 30 euro, ma – fino al 30 giugno 2014 – solo quelli che hanno un fatturato sopra i 200mila euro.

Secondo le indiscrezioni, in fase di prima applicazione fino al 30 giugno 2014, saranno obbligati ad accettare la moneta elettronica per pagamenti sopra i 30 euro, le imprese e i professionisti che hanno fatturato più di 200mila euro nell’anno precedente a quello in cui è effettuato il pagamento.
Successivamente, un nuovo decreto fisserà le regole per tutti gli altri professionisti, cioè quelli con fatturato sotto i 200mila euro.

Questa è una barzelletta… chi fattura in un anno oltre 200.000 euro (ma quanti tecnici ci sono in Italia che fatturano tanto??) certo non si fa pagare con la carta di credito! Un tal fatturato può essere solo frutto di incarichi pubblici. Tra l’altro la precedente versione, o per lo meno le indiscrezioni di corridoio circa l’obbligo del POS presso gli studi tecnici, non prevedeva sanzioni per chi non si dota del POS e non è in grado di accettare pagamenti con il bancomat. Da non dimenticare che generalmente bisogna fare i conti con i limiti mensili e giornalieri di bancomat e carte, molto spesso più bassi rispetto al valore della prestazione di un professionista.

E non dimentichiamo gli oneri a carico dei professionisti per avere presso lo studio il POS.

Dall’agosto 2013 risulta ancora in corso di emanazione un decreto interministeriale, che deve regolare la riduzione delle commissioni a carico degli esercenti per quanto riguarda le transazioni fatte con bancomat o carte di credito.

Inoltre mancano ancora i decreti attuativi attraverso i quali dovranno essere espressamente individuati i soggetti interessati dal POS, in quanto la norma fa solo riferimento a ‘prestazione di servizi, anche professionali’; così come manca la disciplina relativa agli eventuali importi minimi, le modalità e i termini di attuazione. Di fatto una norma, priva di disposizioni applicative per quanto attiene la decorrenza dell’1 gennaio prossimo.

Allo stato attuale l’obbligo del POS è una tassa applicata solo ad una categoria di cittadini, ed è discriminante. Quante fatture emettono in una anno gli ingegneri ed architetti?

Per non dire che una tale vessazione ricadrebbe con maggiore forza sui giovani architetti che a fronte di redditi già minimi e ulteriormente gravemente ridotti dalla crisi, sarebbero obbligati a dotarsi di POS, pagando per l’inutile servizio una quota rilevante del loro magro fatturato.

Detto questo non vi sono novità serie in merito al POS obbligatorio per i professionisti.

Se da un lato noi esultiamo perché non dovremo gettare dalla finestra inutilmente altri soldi (sembra 360 euro all’anno, tanto per fare un altro piacere alle banche….) dall’altro non possiamo che disperarci per una classe di politici inetti e incapaci, senza distinzione di colore politico…

Fabiano Roma

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