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Crisi del mattone: persi 40.000 posti

Crisi del mattone: persi 40.000 posti

C’era una volta l’edilizia a Roma, con migliaia di piccole medie imprese che solo sei anni fa davano lavoro a più di 13Omila persone. Oggi gli occupati nel settore sono meno di 90mila: quasi 42mila posti di lavoro bruciati, con un crollo del 32%. Dal 2011 la crisi ha dimezzato il settore; imprenditori e addetti del settore aspettavano la ripresa economica…

… ma la mancanza di investimenti e di appalti pubblici ha fatto il resto.

A fare un bilancio dei primi sei mesi è l’Osservatorio sull’edilizia di Federlazio: il quadro è impietoso. Nell’ultimo anno solo sette imprese su dieci hanno assunto nuovi lavoratori, 58 hanno mantenuto a fatica lo stesso personale e 35 hanno licenziato. E la produzione edilizia è crollata del 35% rispetto a sei anni fa. Ma dal report di Federlazio emerge un altro dato significativo soprattutto se confrontato con i 42mila occupati tagliati negli ultimi sei anni: nel 2012 le imprese edili attive nel Lazio erano 73mila e 200, ora sono poco più di 72mila. In sostanza, tengono botta ma sono costrette a licenziare.

Il risultato è impietoso: cala il volume d’affari, aumentano le imprese piccole e familiari, cresce il precariato e i lavori frammentati, mentre quella romana è sempre di più un’economia di sussistenza dove mancano investimenti e a farla da padrone è immobilismo e burocrazia.

A dirlo, secondo lo studio di Federlazio, che ha chiesto agli imprenditori di assegnare un punteggio, da 0 a 5, ai problemi più urgenti: la mala burocrazia è prima in classifica con 4,5, seguita dal taglio dei bandi pubblici con 3,6. L’incertezza sulle politiche urbanistiche raggiunge 3,5, mentre la scarsità di liquidità e il calo della domanda segna 3,4. «È necessario riprenderei lavori di riqualificazione urbana – spiega il presidente di Federlazio Edilizia Alessandro Sborodni – La speranza è che il Comune abbia consolidato il nuovo codice degli appalti per rendere più efficaci e rapidi i bandi pubblici».

Secondo il report, i prossimi mesi saranno decisivi ma gli imprenditori sono pessimisti: solo il 15% si dice positivo per il futuro, il 40% non si aspetta una inversione di tendenza rispetto alla crisi e il 45% ha una visione negativa dei prossimi mesi. «Un segnale importante è la legge di rigenerazione urbana approvata dalla Regione – conclude Sbordoni – che consente di fare lavori di ricostruzione edilizia senza consumare altro suolo: questo potrebbe dare spinta per le imprese rispettando ambiente e sicurezza».

Articolo tratto da “La Repubblica”, ediz. di Roma del 31-07-2017

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