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Alla conclusione la riforma del Catasto

Alla conclusione la riforma del Catasto

La riforma del catasto è stata recentemente approvata alla Camera dei Deputati. Per la definitiva approvazione e messa a regime si dovrà aspettare ancora 4 o 5 anni, come ha dichiarato il direttore dell’Agenzia del Territorio.

Si prospetta una vera e propria rivoluzione: l’attuale Catasto è degli anni ’30 del secolo scorso, ma è stato modificato negli anni ’60 e aggiornato solo nel 1990 senza mai intervenire sui classamenti e le zone censuarie.

Solo le tariffe d’estimo sono state ritoccate.

La legge sulla delega fiscale contiene le misure riguardanti tale epocale trasformazione. L’Agenzia del Territorio si avvarrà della collaborazione dei Comuni e dei tecnici iscritti ai rispettivi Ordini professionali. Rimane esclusa la potestà degli enti territoriali dell’attribuzione delle rendite catastali.

Pertanto cambieranno, ad esempio, tutte le tasse quali TARSU, IMU e quant’altro s’inventeranno i nostri “scienziati” di Ministri.

Non avremo più i vani catastali, ma i metri quadrati effettivi dell’immobile, l’introduzione di nuove zone censuarie, la modifica delle classi… Ci saranno meccanismi di adeguamento periodico dei valori e delle rendite delle unità immobiliari urbane, in relazione alla modificazione dei parametri utilizzati per la definizione del valore patrimoniale e della rendita.

Dunque, in sintesi, la revisione del sistema di valutazione del valore patrimoniale e delle rendite degli immobili, contenuta nella riforma del catasto, condurrà a una nuova classificazione dei beni immobiliari e al superamento dell’attuale sistema per categorie e per classi, correlando il valore dell’immobile o il reddito dello stesso alla localizzazione e alle caratteristiche edilizie.

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